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Raccontiamoci....

“Racconta la tua storia

Dai il tuo esempio

Di a tutti che è possibile

E allora altre persone avranno il coraggio di affrontare le loro montagne.”

 

P. Coelho

 

Tutti dobbiamo raccontarci, tutti ne abbiamo il diritto ma soprattutto il dovere.

Raccontare la propria storia, impegnarsi nel sociale, utilizzare le proprie capacità, in qualsiasi modo, per rendere il mondo un posto migliore è un dovere di tutti.

Anche l’arte, in qualsiasi sua forma, è espressione universale della nostra umanità e dell’impegno che ogni artista ha all’interno della sua società.

Un fumetto, una parola lasciano una traccia indelebile del nostro impegno, della nostra umanità, della nostra unicità.

Viviana Valenti

 

“La cultura è, come l’acqua, un bene primario.”

Claudio Abato

INFORMAZIONI

Locandina della prossima presentazione che si terrĂ  presso il Polo Universitario di Trapani

Locandina della conferenza dell'O.S.M.T.H. all'interno della quale Viviana Valenti presenterĂ  il suo libro "In viaggio verso la vita"

"In viaggio verso la vita" attraverso gli occhi del Dott. Pietro Campofiorito

 

Il libro di Viviana Valenti "In viaggio verso la vita", per chi lo ha letto più volte, dà la possibilità di vari piani di lettura. Un primo livello più superficiale ci può dare la percezione di avere letto un libro grazioso, piacevole o meglio ancora emozionante. Ma chi lo ha letto più volte, si immerge in un livello di "pensosità" che fa entrare in altri contesti più o meno definiti, quali la religione, la filosofia, la psicologia, l'etica e la legge.
Essere pensosi è considerata una perdita di tempo abbastanza inutile poichè, l'idea che abbiamo del pensare è che realizzi il collegamento più breve tra due punti, tra un problema e la sua soluzione, tra un bisogno e la sua soddisfazione.
Nella pensosità che il libro di Viviana Valenti ci dà, è contenuta un'espressione di libertà, tra una necessaria allegria e la pena del pensare; la storia è breve ma, se le si presta attenzione, rende pensosi.
Cultura e anche rispetto dei problemi cui non possiamo dare risposte e che ci lasciano pensosi.
Per chi è colto, nessuna storia è indifferente; le storie sono la vera materia della filosofia, della letteratura, della psichiatria e della legge perchè, sono infinite variazioni sul tema di quel fondo oscuro del mondo della vita che non può essere nè controllato nè dominato ma, solo colto per ombreggiature, per giochi di luci e di ombre così come un'ombra è la malattia che si rivela attraverso un'ombra radiologica, che in un attimo distrugge ogni certezza, anche quella di una ragazzina.
Ma la medicina da sola può curare?
Dobbiamo distinguere tra prendersi cura e procurare.
I medici devono procurare benessere ma, dovrebbero anche prendersi cura, darsi pensiero, per pensare senza la preoccupazione della cura.
Bisogna prendersi cura di chi non può più pensare, di chi vive l'ansia per i problemi per i quali non ha parole per nominarli, non ha più il vocabolario per esprimere il proprio dolore.
Viviana, grazie alla scrittura, ha trovato le parole per dirlo.
Il guaio delle nostre scuole è che si sta eliminando lo studio della storia della letteratura.  La letteratura è il grande vocabolario per esprimere il mondo emotivo.
Di cosa parla la letteratura? Di dolore, di amore.
Dalla letteratura si impara il linguaggio delle emozioni. Quando non si sanno  nominare più le proprie emozioni o il proprio dolore, si soffre in modo assurdo e sordo perchè, non si riesce a verbalizzarlo, ad articolarlo e superarlo.
Lo spazio riflessivo è il luogo del vocabolario perchè, la nominazione è importante per imparare a conoscere quel che passa dentro.
Il medico come il filosofo vede ed ascolta attraverso le parole, come se le parole assomigliassero ad organi di senso speciali, che lui aggiunge ai normali organi di senso per renderli più sensibili.
Il medico deve essere capace di interloquire con il dolore dell'altro dando la fiducia agli uomini nelle proprie capacità curative, per il solo fatto che sono uomini.
Come diceva Socrate, la verità non te la impongo io ma, la cavo da te perchè suppongo che tutti gli uomini siano depositari di verità.
Viviana, come tutti gli uomini, è depositaria di umanità ed è in grado di sostare nel dolore grazie alla narrazione.
La concezione del dolore è storicamente determinata; i giudei vedono il dolore come conseguenza della colpa e non come costitutivo dell'esistenza umana, il cristiano assume il dolore come caparra della salvezza, per la grecità non c'è salvezza e infine non c'è guarigione, con il dolore, l'uomo greco deve imparare a convivere, magari aiutandosi con qualche consolazione mitologica.
Allora, per concludere, vorrei dire a tutti gli studenti dell'Università di Trapani di leggere tanti libri; il momento culturale è un fattore enorme per l'alleviamento della sofferenza. La cultura allarga la visione del mondo. Gli strumenti di cui disponiamo per affrontare la sofferenza sono pochi ma, la cultura è cura. Chi è colto soffre di meno di chi è ignorante. L'ignorante passa subito all'atto, ammazza, perchè non ha le mediazioni culturali. Si passa al gesto quando non si hanno più parole. Non si hanno più le parole perchè non si hanno più pensieri e non si hanno pensieri perchè non si è letto niente. Più si allargano le visioni del mondo rispetto a quelle che si possiedono per la propria storicità e per l'ambiente dove si è vissuti, più si rimpicciolisce il problema. Qui interviene il "conosci te stesso".

Dott. Pietro Campofiorito

Librerie

Adesso è possibile trovare il libro "In viaggio verso la vita" in queste prime librerie
PALERMO:
Kalòs di via XX settembre, 58
Libreria del Corso di c.so Vittorio Emanuele 322, vicino ai quattro canti di città.
Libreria Sciuti, di via Sciuti 91/f
Libreria Nuova Europa, via E. Restivo 125
Libreria Portinaio, via Duca della Verdura, 4/f (di fronte giardino inglese)
Libreria Campolo, via Campolo 86-90
Libreria Universitas, corso Tukory n. 140
Libreria La Goliardica, via Calderai n. 67-69
Libreria Incipit, via Dante, 164

AGRIGENTO:
Libreria Deleo, via XXV Aprile n. 210